Non sei una vittima
Il sistema è marcio, il capo è stronzo, ma l'interruttore ce l'hai tu
“La realtà è meno importante dell’immaginazione; la realtà è limitata, l’immaginazione abbraccia l’universo.. e oltre.” — Albert Einstein
Siamo dei magneti. L’ho già detto e lo ripeto, anche se ti sembra una di quelle stronzate da guru col sorriso a trentadue denti. Puoi crederci o no, non me ne frega niente, ma per un secondo prova a non scartare l’idea.
Hai una prova che sia falso? Puoi dimostrare che sono tutte invenzioni? Se hai elementi inattaccabili per smontare questa benedetta “Legge d’attrazione”, scrivilo nei commenti. Non per sfida, ma perché voglio capire. Se hai argomenti veri, tirali fuori. Altrimenti, ascolta.
Il punto è come metterla in pratica mentre la vita ti prende a calci. Facciamo un passo indietro. Finora abbiamo detto:
Focalizzati su cosa vuoi.
Convinciti di poterlo ottenere.
Dubita di tutto, anche di quello che credi vero.
Cambia le immagini che remano contro.
I primi tre sono facili da dire al bar. Il quarto è quello dove ci spacchiamo i denti.
Ti è mai capitato di pensare a una merda che non volevi e poi, puntualmente, te la sei trovata davanti? Ti è mai successo di vivere un disastro e pensare che, in fondo, ce l’hai messo tu quel mattone?
Scommetto di no. È più facile sbraitare contro il capo, bestemmiare contro il cielo o dare la colpa alla sfiga. Nessuno è così lucido da dire: “Guadagno 800 euro al mese perché sono io che resto incastrato in questa testa”.
Se il capo è una testa di cazzo, è colpa dello Stato. Se ti tamponano al semaforo, è colpa del pirla dietro (anche se magari eri tu quello con la testa altrove). Se sei solo come un cane, è perché le donne sono tutte stronze. Giusto? Comodo.
La verità fa schifo: molti di questi episodi dipendono da te. Non importa se non li volevi. Se la tua mente è fissa sulla paura, sulla mancanza, sul “non ce la faccio”, la tua volontà conta zero. I tuoi pensieri creano il recinto in cui vivi.
Cambiare le immagini significa fare pulizia in mezzo al casino che hai in testa. Vuoi guadagnare dieci volte tanto? Devi smettere di pensare come uno che aspetta l’elemosina. Non succederà domani, forse neanche tra un anno. Ci vorrà tempo, fatica e sangue.
Ma se continui a sbuffare per ogni bolletta e a dare la colpa al mondo per il tuo portafoglio vuoto, domani sarà esattamente come oggi. Forse peggio.
Vale per i soldi, per la salute, per tutto. Assumiti la responsabilità di questo schifo, poi inizia a cambiare un pensiero alla volta. L’ambiente fuori proverà a condizionarti, a dirti che non vali niente. Ma l’interruttore ce l’hai tu in testa. Decidi tu quando premerlo.
Lo so, dire che è colpa tua se guadagni una miseria fa male. È una medicina amara che non vuole mandare giù nessuno. Se pensi che stia dicendo solo minchiate, spiegami perché qui sotto. Sono pronto a ricredermi, ma servono i fatti.

